Vento di Maestrale
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MessaggioOggetto: Questa va veramente imparata!   Dom Mag 04, 2008 11:23 am

BABORDO:Il lato sinistro della nave.

TRIBORDO:Il lato destro della nave.

BOMPRESSO:Albero sporgente di prua della nave inclinato in avanti.

PONTE:La parte esposta della nave.

PONTE INFERIORE: Una parte coperta (ed infatti ha anche nome di "ponte di sottocoperta"). Per fare un esempio, è come se fosse il primo piano di una casa a due piani (piano terra, primo piano e secondo piano).


STIVA:La parte celata dal ponte destinati ad accogliere il carico. (quando sulla nave è presente il ponte di sottocoperta allora è questo ad esserle sopra e non il ponte di coperta.)


POPPA:Parte posteriore della nave.

PRUA:Parte anteriore della nave.

BITTE:Ganci di ferro ai quali si legano le navi con gli ormeggi con gomene. Sono presenti anche anche sulle murate di ogni nave. Diversamente non sarebbe infatti possibile fissare le scotte delle vele, oltre a tutte le altre cime.


GOMENA:L`insieme di corde alla quale si lega la nave nei porti,legandolo uno a poppa e uno a prua per poi fissarlo alle bitte del porto. Utile per l’ancoraggio tanto che anche l’ancora è legata ad una Gomena.

ALBERO DI MEZZO:L`albero centrale della nave.

CASTELLO: una struttura rialzata rispetto al ponte, posta a prua dell nave.

CASSERO: bensì una struttura rialzata, ad uno o più livelli, posta sopra al ponte e sita a poppa della nave. Sul cassero di poppa è presente il timone.

VELA SPIEGATA:Libera al vento.

VELA TERZOLATA:Vela per metà spiegata per meta imbrogliata,una via di mezzo.

VELA IMBROGLIATA:Vela arrotolata,chiusa.

VELA QUADRA:La vela classica della nave a forma rettangolare.

VELA LATINA:La vela a forma triangolare.

PENNONE:Asta di legno trasversale all`albero.Oltre a sostenere le vele essi hanno una caratteristica importante. Ruotano rispetto all`asse dell`albero fino a 90° circa(possono essere ruotati sia da un lato che dall`altro, ovviamente non contemporaneamente altrimenti spezzerei in due il pennone). Quando il vento non è perfettamente da poppa.Potranno dunque venire orientati in modo da consentire alle vele di catturare più vento. Anzi... dovranno venire orientati.Questa operazione è detta bracciare i pennoni. Le due estremità di questi sono legate a due cime fissate su due bitte sul ponte. Per orientare i pennoni i marinai tirano una delle cime mentre rilasciano l`altra. Trovato il giusto orientamento le due cime vengono nuovamente fissate alle bitte.I pennoni ruotando fanno ruotare la parte superiore della vela... è necessario quindi contemporaneamente orientare anche quella inferiore. I due angoli in basso di ogni vela quadra sono anch`essi fissati a due cime, chiamate "scotte", che possono essere tesate e lascate al fine di accompagnare l`orientamento dei pennoni.Se orientare i pennoni richiede in contemporanea l`agire anche sulla parte bassa delle vele il contrario non è invece vero. Consentendo maggiore precisione nell`operazione è possibile aggiustare in seguito il solo orientamento della parte bassa delle vele, piccoli ritocchi per ottimizzare la spinta del vento usando le sole scotte.

CAZZARE O TESARE:Mettere in tensioni,funi o pennoni.

RILASCIARE: è quella manovra atta ad allentarne la tensione.

SCOTTE:Il nome "scotte" nasce dal fatto che quando vengono rilasciate tendono a scorrere rapide, creando quindi una sensazione di bruciore alle mani. A volte esiste una logica nella nomenclatura marittima.

MURATE: Le murate sono i fianchi della nave.

SARTIE O SARTIAME: Le funi che collegano i lati della nave hanno lo scopo di tenere l`albero ben saldo ed evitarne pericolose inclinazioni per via del vento.

MARCIAPIEDI:Funi che servono ai marinai per poteri muovere lungo i pennoni,una fune parallela un braccio circa sotto il pennone.

SALPARE:Ritirare la passarella mentre altri salgono sulle sartie fino ai marciapiedi. Posizionandosi in prossimità dei lacci che tengono le vele imbrogliate, ossia arrotolate, si puntellano col bacino contro i pennoni e si preparano, avendo le mani libere, a sciogliere i lacci.
A questo punto i marinai sul ponte scioglieranno gli ormeggi ed a quel punto verranno sciolti i lacci dei pennoni, spiegando le vele.

APPRODARE:Gradualmente si inizia dal ridurre la velatura quando si arriva in prossimità di un porto.In prossimità del porto le vele vengono completamente imbrogliate, lasciando che la nave venga sospinta dal vento sulle sole strutture.Fase molto lenta a quel punto.Giunti nei pressi del molo i marinai gettano al personale di terra due cime che vengono legate alle gomene. Tirando le cime i marinai recuperano le gomene ed avvicinano la nave al molo. A quel punto legano le gomene alle bitte sul ponte e non resta che poggiare la passarella.

ANCORA:E` opportuno usaarla quando ci troviamo nei pressi di una isola completamente disabitata e sprovvista di un molo, sebbene tale dicitura appaia sempre come locazione.Per ancorare è opportuno trovare una baia o insenatura. Inizialmente sarà necessario verificare con lo scandaglio la profondità del fondale in quanto è consigliabile gettare l`ancora solo con una profondità che equivalga a circa un terzo della lunghezza massima della gomena.


PARTENZA DA NAVE ANCORATA:Come per il salpare dal molo anche qui iniziamo con le vele imbrogliate e parte dei marinai sui marciapiedi, ai pennoni. In primo caso viene tirata su l’ancora, in un secondo momento le vele vengono lentamente spiegate facendo acquistare alla nave velocità, in gergo nautico "abbrivio", fino a portarla perpendicolare alla catena o alla gomena dell`ancora. A quel punto vengono messi in moto i cabestani, argani presenti sulla nave per i lavori pesanti e l`ancora viene sollevata.Il problema sorge qualora l`ancora resti incagliata. Esistono solo tre soluzioni. Tentare di mettere in mare una scialuppa che proverà a smuovere catena o gomena, far scendere sott`acqua un marinaio se non è troppo profondo... ed infine la scelta ultima ossia l`abbandono dell`ancora.

ANDATURA:Il termine può trarre in inganno. Non si riferisce infatti alla velocità bensì all`orientamento della nave rispetto alla direzione dalla quale soffia il vento.Ci sono tre andature,quella di poppa,quella di traverso e quella di bolina. ( una precisazione: per quanto il sistema lo permetta, non si naviga mai esattamente controvento perchè nella realtà questo è impossibile. )

- L`andatura in poppa la abbiamo quando il vento soffia da poppa o a 45° gradi rispetto ad essa. Quindi con il vento da sud viaggeremo con andatura in poppa navigando verso nord, verso nord-est oppure verso nord-ovest.
- L`andatura di traverso l`avremo quando il vento soffierà lateralmente rispetto alla nave. Quindi con il vento da sud andremo di traverso con direzione della nave verso ovest o verso est.Contrariamente a quello che si potrebbe pensare non è l`andatura in poppa ad essere la più veloce bensì è quella con il vento di traverso. Questo perchè è possibile, orientando bene le vele, catturare il vento con tutte mentre con l`andatura in poppa le vele più arretrate bloccheranno parte del vento a quelle più avanzate.

-L`andatura di bolina la abbiamo quando il vento soffia ad una inclinazione di 45° gradi rispetto alla prua della nave. Ossia con vento da sud l`andatura sarà di bolina con direzione sud-est o sud-ovest.

VENTO E TEMPESTA:Il vento è di norma il miglior amico del navigatore ma bisogna fare attenzione. Quando è troppo forte esiste il rischio che la forza esercitata sulla velatura possa causare la rottura di pennoni o albero pertanto se sentite degli scricchiolii valutate l`opportunità di terzarolare le vele e diminuire così lo sforzo al quale è sottoposto il legname.Non essendoci automatismi del genere dovrete ovviamente considerare il vento o in base al meteo, elaborando voi stessi una giocata in base a quei dati, oppure prestare attenzione al Fato. Diverso è il discorso quando il vento da forte passa a tempesta. Tra la scarsa visibilità dovuta alla pioggia, le alte onde e le raffiche di vento che superano ogni aspettativa la cosa più importante da fare è imbrogliare immediatamente tutte le vele eccetto quella di tempesta perchè il rischio di rottura dell`albero è elevatissimo.Per vela di tempesta si intende o la vela più avanzata, sul bompresso e fissata solo tramite cime, o la vela più piccola dell`albero più avanzato. La prima soluzione è quella ottimale perchè riduce il rischio di danni strutturali. Purtroppo è anche la meno presente sebbene nulla vieti de facto di usarla comunque visto che l`ambientazione temporale di Lot non è prettamente medievale;perchè è una vela rinforzata più piccola e permette di manovrare meglio senza danneggiamenti .Durante una tempesta è importante poter manovrare, soprattutto se vicini alla terraferma e dunque con pericolo di scogli in agguato. Il timone non può nulla se la nave non ha quel minimo di abbrivio che appunto garantisce la vela di tempesta.Nel prepararvi alla tempesta sarà importante anche controllare che nella stiva tutto il carico sia ben ancorato in modo che non causi danni dall`interno durante i movimenti laterali della nave in balia delle ondate. Andranno anche rimossi e messi al sicuro tutti gli oggetti fragili o potenzialmente pericolosi. Queste sono tutte cose di gioco che potrete sfruttare per rendere più avvincente la giocata... nonché più caotica perchè a bordo di una nave che sta per essere investita dalla tempesta c`è questa sorta di caos ordinato. Un po` un formicaio insomma.Certamente aiuta, un carico fortemente sbilanciato potrebbe aumentare il rollio... ma questo è l`unico risultato: il non peggiorare ulteriormente la situazione.La nave all`ancora non è mai del tutto immobile e durante una tempesta finirebbe contro le rocce. Ancorare è sicuro solo ed esclusivamente dentro una baia riparata dove le onde vengono attutite... in mare aperto la nave ancorata finirebbe ben presto ribaltata.Per il mare aperto intendevo la terza possibilità. Costa con rocce, baia riparata e mare aperto. Solo la seconda è possibile e consigliabile come opzione per ancorare.Per regolare meglio la velatura si usano le scotte, terzarolare invece significa ridurre la velatura, in ambito lottiano per la precisione significa imbrogliare per metà le vele.Se è assente il bompresso,in quel caso bisognerebbe tenere solo la vela più a prua accettando però i rischi di danni strutturali.

VIRATA:Manovra fondamentale in mare.Per “virata” si intende una manovra che ruota la nave sul suo asse orizzontale, di norma usata nella navigazione controvento che richiede di procedere a zig-zag... il termine tecnico è bordeggiare. Si può virare di prua o di poppa.
- Virando di prua la nave viene orientata sempre più controvento fino a trovarvisi completamente. L’inerzia del movimento porterà conseguentemente il veliero oltre quel punto. Subito dopo è necessario ovviamente cambiare l’orientamento delle vele, bracciando i pennoni e cazzando e lascando.

- Virando di poppa la nave viene orientata sempre più sopravento, orientandosi poi oltre quel punto all’angolazione desiderata. Anche qui è necessario subito dopo regolare l’orientamento delle vele.

Le due manovre si differenziano per velocità e precisione. La virata di prua è più rapida e stretta ma richiede una grande coordinazione in quanto le vele devono essere orientate con solerzia o si rischia di non superare il punto controvento, arrestandosi o persino arretrando. Da notare inoltre che con un vento particolarmente forte questo in alcuni casi potrebbe portare alla rottura dell’albero sebbene questo sia raro. Più pericoloso è quando avviene durante una virata mirata ad evitare scogli o secche. La virata di poppa richiede più tempo e fa seguire alla nave un movimento circolare più ampio, consentendo però di orientare le vele con più calma e precisione.Se il vento soffia da nord e voi state andando verso nord-ovest e vi preparate a virare di prua per la rotta di nord-est dovrete orientare i pennoni verso la vostra destra.
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